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Cos'è il progetto GIO.N.A.

PROGETTO GIO.N.A.

L’acrostico Gio.N.A. (Giovani per un Nuovo Annuncio) è il nome del progetto diocesano di nuova evangelizzazione della diocesi di Trapani.

Come si svolge la proposta di evangelizzazione di strada?

Si sceglie una Chiesa ubicata in una zona della città frequentata dai nostri giovani (ad esempio il centro storico di Trapani, la Piazza Ciullo di Alcamo…) e la si apre di notte (solitamente dalle 22.00 alle 2.00 del mattino).

Il funzionamento è molto semplice:

un gruppo di giovani, desiderosi di testimoniare l’incontro personalissimo con Cristo, riunendosi in questa Chiesa si propongono di pregare e invitare altri giovani, conosciuti nella strada, ad incontrare Cristo nell’Eucarestia e possibilmente nell’incontro con un sacerdote.

Per cui un gruppo di giovani andrà in strada ad evangelizzare, in due come gli apostoli; un gruppo all’interno della Chiesa pregherà ed intercederà per chi è in strada, e lo farà dinanzi a Gesù Eucarestia; un gruppo animerà con il canto e la musica; un gruppo accoglierà i giovani invitati ad entrare in Chiesa dagli evangelizzatori; dei sacerdoti saranno disponibili ad ascoltare questi giovani.

Gli evangelizzatori esterni cercano di invitare le persone ad un incontro con Gesù (non ad entrare in chiesa!!!). Una volta entrati all’interno della Chiesa c’è una seconda accoglienza d’evangelizzazione interna, proponendo ai giovani di scrivere su un biglietto di carta delle intenzioni di preghiera e portarle insieme davanti a Gesù eucaristia. Qui è il momento più delicato, ogni persona o piccolo gruppo, se si tratta di una famiglia, va accompagnato davanti a Gesù.

Occorre spiegare che quello che vedono nell’ostensorio è Dio. Si proverà a far fare la stessa esperienza proposta al paralitico del Vangelo (Mc 2,1-12):

Sappiamo bene come l’incontro con Cristo è sempre frutto di un’esperienza personale: ognuno è chiamato, con tutto se stesso, a confrontarsi con Colui che ama di un amore smisurato e ha donato la propria vita per i propri amici. Questo incontro però è preceduto dalla testimonianza di chi ne ha già fatto esperienza. È il caso di quei quattro che, con fiducia e sforzo personale, conducono il paralitico a Gesù calandolo dal tetto della casa. È la loro fede e determinazione a permetterne la guarigione!

Anche oggi ci sono alcuni della Comunità – nella nostra proposta gli evangelizzatori di strada e gli altri attori che svolgono un ministero volto alla miglior realizzazione del progetto GIONA – che con la loro testimonianza ci conducono a Gesù. Magari una testimonianza di vita il più possibile coerente con il Vangelo e silenziosa, che ci farà interrogare. E il giovane incontrato nelle piazze, per le vie del tempo libero, con il cuore carico di gioie e difficoltà della vita, si presenta, come il paralitico, dinanzi a Gesù. È Lui che riempie di senso vero e nuovo la sua e nostra esistenza, ne ridà nuova speranza, e interpella, a sua volta, a diventare testimone di Lui risorto.

La nostra testimonianza, così come lo è stato per noi, sarà strumento per tanti nostri amici dell’incontro unico e sanante con Gesù!

Noi siamo un po’ come quei portantini che aiutano i giovani ad avvicinarsi a Gesù. Spesso succede proprio quello che è accaduto al paralitico, che stava lì a far passare il suo tempo desideroso di guarigione, ma distratto alla possibilità di accogliere Dio nella sua vita. I giovani nelle piazze sono forse un po’ distratti dallo scorrere di una vita che è intreccio di spensieratezza, desiderio di risposte esaustive, esperienze al limite. Essi si chiedono come il paralitico del perché c’è ressa in quella casa, chi è Colui che ammaestra. Anche oggi potrebbero dire: perché questo spettacolo? Perché la chiesa aperta? Perché questa musica? Cosa fanno questi giovani qui? Allora si avvicinano, oppure semplicemente guardano da lontano (attendono, inconsapevoli forse, chi li prenda per mano e li accompagni). Ecco il compito di chi attualizza il progetto GIONA: portarli a Gesù!

I giovani che accolgono l’invito degli evangelizzatori di strada si accompagnano davanti al Santissimo, si prega con loro, oppure si accompagnano in silenzio, oppure si può pregare per loro. Poi mettono la loro preghiera scritta nel cestino delle intenzioni e dal cestino accanto prendono una parola di Dio per loro, scritta su una striscia di carta. Questa è la fase più importante e delicata. Occorre veramente mettersi in un grande abbandono interiore e fiducia nello Spirito Santo sarà lui ad aprire il cuore, sarà Lui a mettere sulla bocca dell’evangelizzatore le parole giuste oppure nessuna parola semplicemente un sorriso, la sua preghiera e presenza accanto a lui. Il passo successivo è quello di proporre il sacramento della confessione a tutti. Proporlo però in modo nuovo: proporre a tutti l’incontro gioioso incontro con il Padre. Sarà poi il sacerdote ad aiutare il giovane accogliendolo nella confessione. E alla fine, quando il giovane sta per uscire, di possono fare delle proposte e invitarlo alle "Cene all'eVenti". E’ importante che l’equipe di animazione tenga uno sfondo musicale cantando canti di adorazione e i canoni, ad esempio quelli di Taizèe (facili da imparare e ripetere, coinvolgenti nell’atmosfera della serata) alternando la musica con la lettura di brani biblici o storie di santi o meditazioni che posso colpire un giovane. Non è una veglia di preghiera. Tutto è fatto per annunciare direttamente Gesù. Il metodo è quello kerigmatico.

 

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Cos'è GIONA

Attività e date

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FORMAZIONE
"Evangelii Nuntiandi" - L'evangelizzazione nel mondo contemporaneo, Esortazione Apostolica di Paolo VI
"Questa è la nostra fede" - Nota Pastorale della CEI sul primo annuncio del Vangelo
"Il volto missionario delle Parrocchie in un mondo che cambia" - Nota Pastorale della CEI
"Comunicare il Vangelo in un mondo che cambia" - Nota Pastorale della CEI
Evangelizzare il sociale
Nota dottrinale su alcuni aspetti dell'Evangelizzazione
LINK EVANGELIZZAZIONE
Disciples Project
Scuola di Evangelizzazione
Progetto Primo Annuncio

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